Sistema bibliotecario di ateneo

Biblioteca di Area Umanistica "F. E. Fagiani"
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la ricerca e i suoi strumenti 

a cura di Diana De Bartolo, Gabriella Donnici       

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sommario  

1. Chi cerca trova

2. I cataloghi di biblioteca

2.1. A cosa servono i cataloghi delle biblioteche e come si utilizzano

           Modalità di ricerca nel catalogo elettronico

2.2. Il catalogo delle biblioteche UNICAL

3. Le opere di consultazione (reference works)

 

1. Chi cerca trova

 Per le esigenze della ricerca sono stati approntati strumenti bibliografici di vario tipo [...]. 

 Le biblioteche di area umanistica dispongono ordinariamente di una gamma particolarmente ampia di questi strumenti, per rispondere alle esigenze tipiche delle discipline relative a questa area. (cfr. G. Balbi, Filologia romanza, in Andare in biblioteca, a cura di P. Messina, Bologna, Il mulino, 1998). 

 Consideriamo ora la sequenza "ideale" di una ricerca bibliografica :

  1. stabilire l’oggetto della ricerca con una certa precisione;

  2. tracciare un piano provvisorio, formulando una serie di quesiti intorno all’argomento da trattare;

  3. individuare le parole chiave o le voci di soggetto che serviranno da guida nella consultazione degli strumenti di cui ai punti seguenti, costruendo una mappa concettuale;

  4. utilizzare bibliografie per una prima individuazione di documenti pertinenti la propria ricerca;

  5. ampliare di conseguenza la mappa concettuale di cui ai punti 2 e 3;

  6. ricercare attraverso il catalogo per autori/titoli delle biblioteche le opere individuate mediante le bibliografie;

  7. individuare le opere presenti nella biblioteca inerenti l’oggetto della ricerca, mediante il catalogo per soggetti (cioè per argomenti) e il catalogo classificato della biblioteca medesima;

  8. consultare i documenti reperiti per verificare se corrispondono esattamente all’argomento;

  9. allargare gli obiettivi e ripartire per nuove ricerche bibliografiche / oppure considerare conclusa la ricerca bibliografica dando forma definitiva al proprio progetto

(cfr. in proposito: F. Neri, Didattica della biblioteca e educazione degli utenti, in Lineamenti di biblioteconomia, a cura di P. Geretto. Roma, NIS, 1991). 

Come avrete notato, nello schema sono citati più volte due importanti strumenti, che sono a disposizione di chiunque debba effettuare una ricerca bibliografica, e cioè:

  • i cataloghi di biblioteca
  • le bibliografe.

«La distinzione fra bibliografia e catalogo può apparire a prima vista sottile, ma è fondamentale dominarla per muoversi disinvoltamente nell’universo documentario ed effettuare ricerche rapide e fruttuose: 

- una bibliografia elenca tutti i documenti che possiedano determinate caratteristiche, ma senza indicare dove recuperarli per poterli leggere; 

- un catalogo [di biblioteca] include tutti i documenti di cui una determinata biblioteca o un gruppo di biblioteche possiedono almeno un esemplare, indicando per ciascuno di essi dove poterlo recuperare»  

(R. Ridi, Ricerca e selezione delle fonti di informazione. Roma, Ministero per i beni culturali e ambientali ; RAI ; Italia Lavoro ; AIB, 1998, p. 19).

I cataloghi, dunque, danno accesso ai documenti che si trovano (materialmente o virtualmente) dentro una biblioteca o un gruppo determinato di biblioteche: servono quindi a orientare la ricerca all’interno della collezione posseduta da quella biblioteca (includendo ormai nel concetto di collezione tanto l’insieme dei materiali bibliografici conservati in loco, quanto le risorse on-line delle quali la biblioteca ha diritto d’uso).

Le bibliografie, invece, mirano a sondare l’universo dei documenti pubblicati nel mondo e disponibili per la ricerca scientifica: esse permettono al ricercatore di selezionare e identificare documenti in base ad un interesse specifico, indipendentemente dal fatto che siano o meno disponibili presso questa o quella biblioteca. Si tratta di strumenti che qualche volta, a un primo approccio, possono apparire relativamente poco amichevoli, ma la cui funzione acquista sempre maggiore importanza al crescere dell’informazione disponibile. 

Infatti, tra «la quantità sterminata e in parte disorganizzata di documenti di vario tipo […] e su vari supporti» che costituisce il cosiddetto "docuverso" da una parte, e il ricercatore dall’altra, è - oggi più che mai - necessaria una mediazione, che «permetta, faciliti o ottimizzi l’incontro tra domanda e offerta informativa» (le espressioni virgolettate sono tratte ancora da R. Ridi, Ricerca e selezione delle fonti di informazione. Roma, Ministero per i beni culturali e ambientali ; RAI ; Italia Lavoro ; AIB, 1998).

I repertori bibliografici più qualificati si sforzano di offrire appunto una mediazione adeguata nonché, almeno in certi casi, una forma di controllo scientifico della qualità dell'informazione disponibile (qualora l'agenzia bibliografica sia emanazione di un ente accademico o di livello scientifico elevato).

Vedremo ora di esaminare più in dettaglio:

  • i cataloghi di biblioteca;
  • le opere che tradizionalmente compongono la cosiddetta "sala di consultazione" di ogni biblioteca: le bibliografie e le altre opere generali o reference works, enciclopedie, dizionari, repertori di vario genere.

2. I cataloghi di biblioteca

2.1. A cosa servono i cataloghi delle biblioteche e come si utilizzano

    Fra le molte definizioni, il catalogo della biblioteca è stato indicato come «il mezzo attraverso il quale viene utilizzata una raccolta di libri», e rappresenta un fondamentale «momento di incontro tra i bisogni informativi degli utenti della raccolta […] e i documenti che la compongono» (G. Solimine, L'informazione in biblioteca. Milano, Bibliografica, 1985, p. 75).

Il catalogo o i vari cataloghi di una biblioteca costituiscono insomma il mezzo più efficace per trovare i libri e gli altri materiali bibliografici che essa conserva. Più precisamente, essi permettono di sapere:

  1. se in una determinata biblioteca sia disponibile un certo libro, o una rivista, o un CD-ROM, o una risorsa on-line, di cui l’utente conosca già i dati bibliografici: autore, titolo, edizione (utilizzando la ricerca per autore o per titolo);
  2. se quella biblioteca possieda libri o altri materiali sull’argomento cui si è interessati (a questo scopo si utilizzano la ricerca per soggetti e per indice di classificazione, e nel catalogo elettronico la ricerca per parola chiave).  

Una volta accertata la presenza in biblioteca di materiale di proprio interesse, dal catalogo si viene poi informati della collocazione fisica dei documenti desiderati, in modo da poterli avere subito in lettura o in prestito.

tipi di catalogo

La forma fisica tradizionale del catalogo di biblioteca è quella di uno schedario a cassetti contenente un insieme di schede cartacee.

Più precisamente, si tratta di vari tipi di cataloghi, che mirano tutti a rendere accessibili, in modi diversi, i medesimi documenti, in base alle esigenze dell’utente nonché alle informazioni di cui egli è già in possesso.

Così, nel catalogo per autori e titoli le schede relative ai libri della biblioteca sono disposte nei cassetti secondo l’ordine alfabetico dei cognomi degli autori (o dei titoli nel caso di opere di più di tre autori). L’utente vi potrà dunque cercare pubblicazioni di cui conosce già l’autore o il titolo.

Nel catalogo per soggetti, invece, le schede sono ordinate secondo la sequenza alfabetica degli argomenti (es.: Aristotelismo, Biblioteche, Critica letteraria, Ditirambo, Elegia, ecc.) che formano l’oggetto di pubblicazioni presenti in biblioteca. L’utente potrà dunque interrogare questo tipo di catalogo quando, essendo interessato a un certo argomento, non disponga ancora di una lista di titoli o autori ben identificati. Non vengono censite in questo catalogo le opere letterarie-creative, né le edizioni anteriori al Novecento, perlomeno nella tradizione italiana.

Nel catalogo classificato, invece le intestazioni delle schede (che costituiscono punti di accesso) saranno costituite da voci corrispondenti a discipline o branche del sapere (Letterature, Letteratura greca, Letteratura Latina) e alle loro suddivisioni interne. La Biblioteca di Area Umanistica ha adottato il sistema di classificazione Dewey, che assegna alla letteratura in generale l’indice 800, alla letteratura latina l’indice 870 e a quella greca l’indice 880, e prevede una serie di indici più analitici che permettono di selezionare i documenti relativi a uno specifico genere letterario o ad un determinato periodo, ecc.

Nella fattispecie tradizionale, alle diverse forme di pubblicazione corrispondono altrettanti, distinti, cataloghi: per i libri, i periodici, i microfilm, i CD-ROM, gli audiovisivi ecc.

Oggi, a questa forma tradizionale si è affiancato il formato elettronico: il catalogo conserva dal punto di vista concettuale tutte le proprie caratteristiche, ma si presenta in una forma mediata dall’elaboratore.

Le funzioni restano sostanzialmente le medesime: individuare e localizzare i libri presenti in una data biblioteca o in un gruppo di biblioteche; cambiano invece le modalità di ricerca, risultando spesso molto più efficaci.

Il catalogo su supporto elettronico, o OPAC (On-line Public Access Catalogue), è un database residente su un grande computer, contenente le schede (records) relative ai libri posseduti da una biblioteca o di un gruppo di biblioteche; può essere interrogato dall’utente secondo le tradizionali chiavi di ricerca (autore, titolo, soggetto, indice di classificazione), ma anche mediante parole chiave presenti nelle schede catalografiche, usate per escrivere i documenti.

modalità di ricerca nel catalogo elettronico 

Le due principali modalità di ricerca nei cataloghi elettronici si trovano indicate spesso con termini inglesi:

browse (oppure scan) indica la ricerca per scorrimento di liste: è l’equivalente concettuale di ciò che si fa scorrendo manualmente le schede nei cassetti di uno schedario tradizionale. Nel catalogo elettronico si può scegliere di scorrere una lista piuttosto che un’altra (la lista degli autori, oppure dei titoli, oppure degli argomenti o "soggetti", ecc.), proprio come nel catalogo tradizionale si sceglieva di consultare il catalogo per autori piuttosto che quello per soggetti; inoltre si sceglie di scorrere la lista a partire da un certo punto della sequenza alfabetica (o alfanumerica), proprio come si apre un certo cassetto dello schedario materiale, a seconda dell’intestazione che si sta cercando;

find  (oppure search) indica in genere la ricerca per parole chiave o per combinazioni di parole connesse tra loro da operatori logici (and, or, not, ecc.). Questo tipo di ricerca ammette inoltre la utilissima funzione del troncamento di parole (nel catalogo UNICAL il carattere da utilizzare è "?"). 

Ciascun OPAC offre comunque, in apposite "pagine" elettroniche (help) le spiegazioni necessarie all’uso delle proprie chiavi di ricerca.

Oggi, grazie alla metarete internazionale Internet, si possono consultare con facilità gli OPAC di moltissime biblioteche sparse in tutto il mondo. Segnaliamo in proposito le liste a cura dell’Associazione italiana Biblioteche (AIB):

- Opac nel mondo <http://www.aib.it/aib/lis/r.htm>

- Opac italiani <http://www.aib.it/aib/lis/opac1.htm>.

Questa circostanza, oltre a favorire il recupero di documenti anche distanti rispetto al punto da cui parte la ricerca (per esempio attraverso il prestito interbibliotecario), tende a dare ai cataloghi finalità di documentazione bibliografica più ampia. Effettuando una ricerca per soggetto o per parola chiave su un derminato argomento, ad esempio, nel catalogo della Library of Congress di Washington, si possono ottenere liste di titoli di ampiezza tale da poterle assimilare in certi casi a vere e proprie bibliografie.

Occorre però essere consapevoli della natura di queste informazioni, per non incorrere in improprie "riduzioni".

D’altra parte, va registrata la tendenza all’integrazione funzionale di strumenti di natura concettualmente diversa, per il momento a livello sperimentale. 

Dal catalogo è già possibile passare direttamente all'accesso al testo pieno (full-text), grazie alla disponibilità dei testi in digitale, come è nel caso dei testi e dei periodici disponibili in versione elettronica. 

D'altra parte, in alcune biblioteche  specializzate (ad esempio la biblioteca del CERN di Ginevra), sono stati collegati alcuni repertori bibliografici on-line al catalogo interno, per consentire agli utenti di passare direttamente dalla citazione bibliografica alla localizzazione del documento in sede. 

[...]

 

2.2. Il catalogo delle biblioteche UNICAL /

La Biblioteca di Area Umanistica aderisce al catalogo elettronico collettivo del sistema bibliotecario dell’Università della Calabria, prodotto mediante il software "Aleph" e denominato  UNICAL (qui l'acronimo sta per "University of Calabria Automated Library"). 

UNICAL raccoglie in un unico database le schede bibliografiche (record) immesse dalle biblioteche che aderiscono al sistema bibliotecario di ateneo: le biblioteche di area umanistica (BAU), tecnico-scientifica (BTS) e socio-economico-giuridica ("E. Tarantelli"), e altre biblioteche di minori dimensioni. 

UNICAL contiene le descrizioni di tutti i materiali bibliografici disponibili: libri, periodici, CD-ROM, audiovisivi, microfilm, tesi di laurea, ecc. Recentemente, sono state inserite anche risorse elettroniche on-line con i relativi link (per ora quasi tutte riviste). 

Attualmente il catalogo contiene circa 200.000 record.

Il catalogo UNICAL è accessibile via Internet in versione web.

In Biblioteca di Area Umanistica vi sono alcuni computer dedicati esclusivamente alla consultazione del catalogo: 6 nella hall presso l'ingresso, 3 nella sala di lettura al I piano (aree A-B), 3 nella sala di lettura al II piano (aree C-D). 

Da tutti questi PC  il catalogo  può essere consultato in versione web che presenta una interfaccia più amichevole e di immediata lettura anche per utenti inesperti, grazie alla presenza di icone e di spiegazioni a video.

------------------------------------------------------------------------------      Da computer collegati alla rete UNICAL è possibile collegarsi al catalogo anche nella versione  telnet. Le indicazioni che seguono, relative alla consultazione del catalogo ALEPH, faranno riferimento alla modalità web. Per indicazioni relative alla consultazione in modalità telnet vai alla pagina: Il catalogo Unical in modalità telnet ovvero consulta la guida a stampa disponibile presso la Biblioteca di Area Umanistica. ------------------------------------------------------------------------------

Indicazioni per la ricerca in catalogo 

Il catalogo collettivo delle biblioteche UNICAL permette agli utenti di ottenere diversi generi di informazione. 

1) Possiamo interrogare il catalogo per sapere se una o più biblioteche del sistema bibliotecario di ateneo possiedano un determinato libro, o una rivista, o un CD-ROM o altro documento bibliografico, di cui conosciamo già i dati bibliografici essenziali. (autore, titolo, ecc.); in questo caso è di norma conveniente scorrere la lista dei titoli o la lista degli autori, cioè attivare la funzione browse  di Aleph, semplicemente cliccando sul pulsante corrispondente presente sulla pagina iniziale:

occorre poi selezionare la voce desiderata nel menù a tendina sulla pagina che verrà visualizzata - ad esempio se si vuole cercare un titolo: 

 Indice da scorrere

 

bisogna infine digitare nella riga sottostante ciò che si vuole cercare in catalogo: 

  • Indice da scorrere
  • Tipo di documento
  • Inizio scorrimento a:

 e cliccare sul tasto o dare semplicemente invio. Non occorre digitare tutto il titolo, ma solo 

la sua parte iniziale. 

 

2) Possiamo inoltre utilizzare il catalogo per sapere quali documenti siano disponibili nelle biblioteche UNICAL su un determinato argomento; per questo genere di ricerca si può scegliere fra: 

 

a)  scorrimento della lista dei soggetti - selezionando come sopra la funzione browse  di Aleph:

 

  - ma scegliendo questa volta la voce "soggetto", nel menù a tendina visualizzato: 

 Indice da scorrere

e procedendo poi come già visto al punto 1; 

 

b) ricerca per parole chiave: in questo caso le funzioni da selezionare sono indicate dalle icone

 

e .

Questo genere di ricerca è assai diverso da quella per scorrimento di liste. È possibile cercare due termini che ricorrano congiuntamente nella stessa scheda, digitando fra i due termini la parola "and"; ovvero cercare tutte le parole che cominciano per una certa sequenza di caratteri, utilizzando il punto di domanda [?] (ad esempio: semiotic? ci restituirà i record che contengono le forme: semiotica, semiotiche, semiotics, semiotici, ecc.). È bene pensare alle possibili espressioni del concetto cui si è interessati, ai sinonimi, alle varianti linguistiche, ecc. 

Sommarie informazioni sulle varie funzioni di ricerca sono disponibili in calce alle corrispondenti pagine elettroniche del catalogo. 

3) Localizzazione delle copie fisiche 

Nel caso in cui la ricerca abbia dato risultati positivi, si può sapere inoltre dove esattamente si trovi il materiale cui si è interessati, ovvero la sua collocazione fisica: 

- cliccando sul pulsante "copie" nella versione web  

 

Altre funzioni del catalogo elettronico (rinnovi del prestito, ecc.)

Mediante il catalogo gli utenti forniti di tesserino del sistema bibliotecario di ateneo possono controllare la propria posizione e effettuare rinnovi, alle condizioni regolamentari delle varie strutture. 

3. Le opere di consultazione (reference works)

Le cosiddette opere di consultazione, o reference works, sono definibili come "l’insieme dei repertori bibliografici e delle fonti documentarie di uso abituale […] destinati in biblioteca a provvedere ad un’informazione di carattere generale e ad orientare la ricerca in direzione e verso strumenti più specifici".

Dal punto di vista formale, le opere di consultazione sono "documenti che tipicamente non si leggono distesamente e linearmente da cima a fondo […], ma che si "consultano", ovvero si interrogano e si attraversano ipertestualmente tramite indici o analoghe chiavi di accesso, spesso per trarne spunti utili per proseguire la ricerca altrove".

Le opere di consultazione possono essere distinte, in base al tipo di funzione bibliografica che svolgono, in due gruppi principali:

         1) fonti di informazione primaria (primary sources) 

e forniscono cioè risposte dirette al bisogno informativo: il gruppo comprende dizionari, enciclopedie, manuali, repertori biografici e geografici, banche dati a contenuto sostanziale e non bibliografico, ecc.

 

2) fonti di informazione secondaria (secondary sources), che consentono all’utente di individuare documenti in base a un determinato interesse: bibliografie, cataloghi di particolari tipi di opere (p. es. di manoscritti, di cinquecentine, ecc.), indici di vario tipo

Esistono inoltre fonti bibliografiche cosiddette terziarie, come le bibliografie di bibliografie: esse indicano quali repertori sono disponibili per ciascuna area disciplinare.

Funzioni di tipo misto svolgono, infine, i repertori di informazioni e risorse provenienti da Internet (indici per argomento, siti di recensione), che favoriscono il recupero di informazioni di vario tipo intorno ad un argomento, o relative a una determinata area disciplinare.

Per quanto riguarda la forma, a quella tradizionale rappresentata dai volumi a stampa, si sono affiancati recentemente i CD-ROM e i testi memorizzati su computer e resi accessibili via Internet.

Le opere di consultazione su supporto elettronico, pur conservando concettualmente le caratteristiche sopraesposte, presentano alcune sostanziali innovazioni:

- modalità di ricerca più efficaci;  

- possibilità di aggiornamenti più frequenti;  

- economicità di spazio e di tempo. 

[...]

a cura di Diana De Bartolo, Gabriella Donnici  

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Testo già pubblicato a stampa, come parte del 1° capitolo della guida: Risorse bibliografiche per classicisti in biblioteca e on-line /  a cura di D. De Bartolo e G. Donnici. -  Arcavacata : Centro Editoriale e Librario Unical, 2001 (BAU Reference, 1).

 Revisione e aggiornamento della versione on-line a cura di Gabriella Donnici, 28 settembre 2002. 

 La guida a stampa può essere richiesta presso il Servizio consulenza bibliografica della BIBLIOTECA DI AREA UMANISTICA "F. E. Fagiani"

 

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coordinamento  Rita De Battisti   web master  Angelo Papaianni     redazione Gabriella Donnici

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